Aisha si muove con la compostezza disciplinata che la Confraternita richiede alle proprie accolite. È giovane, snella, dai tratti puliti; veste i paramenti grigi del Velo con cura impeccabile.
Parla poco e ascolta molto. Dopo dieci anni di servizio diplomatico-religioso nei villaggi attorno a Qir-Azel, conosce per nome più persone di quante ne ricordi.
Per il Velo, Aisha è un'esemplare assistente della Madre del Velo: una giovane donna devota, abile nei rituali del Mana, dotata di un dono innato per il discernimento spirituale. Ha presieduto cerimonie, guarigioni e purificazioni nei villaggi del circondario. Ha eliminato eretici e culti minori prima che potessero attecchire.
"La fede non ha bisogno di conferme." — Aisha, ai propri appunti
Aisha non è una figlia del Velo. Per dieci anni ha lasciato missive anonime in un punto preciso della Città Bassa, nascoste tra i rottami dei Raschiatori. Le lettere, scritte con inchiostro semplice per evitare scrutamenti arcani, contengono informazioni sulla Madre, sulle sue udienze, sui suoi sospetti, sui pellegrinaggi organizzati. Aisha appartiene alla Confraternita del Crepuscolo, una dottrina segreta che considera la Caduta non una tragedia ma una necessità cosmica.
La Madre sa. Sa che Aisha la spia da dieci anni. Lo sa fin dall'inizio. Lascia che continui, vuole vedere fino a che punto il tradimento può servire il suo ordine. Aspetta che il Crepuscolo faccia una mossa falsa. Aisha è una pedina di un gioco di cui non conosce le regole, e sta scrivendo lettere a un mentore che potrebbe essere morto da dieci anni.