VOL. II · CAPITOLO II CHIAVE: DAR-120-VEL PG · ATTIVO DALLA S° I
Darach-Eib
Aspetto e Portamento
DARACH'IN · IDarach-Eib si muove come chi ha imparato a camminare guardando i lupi farlo prima di lei. Ha il passo silenzioso, lo sguardo che osserva i bordi della stanza prima del centro, e una calma animale che mette a disagio chi non la conosce. Veste pelli, cuoio grezzo, e ornamenti vegetali che cambiano con le stagioni.
Parla poco e in modo essenziale, spesso traslitterando concetti del Bosco in parole imperfette. Il suo nome stesso è una traslitterazione: il suono che gli altri lupi del branco emettevano per chiamarla. Non ha mai cercato di scoprire le proprie origini umane — il branco è la sua famiglia, e questo le basta.
La Legge della Foresta
DARACH'IN · IICresciuta dai lupi del Bosco di Velthar dopo essere stata abbandonata neonata per ragioni che ignora, Darach-Eib vive secondo quella che chiama Legge della Foresta: il più forte vince; nel branco, una singola perdita pesa meno di molte perdite per difendere il debole; ogni elemento del Bosco, per quanto piccolo, è essenziale all'equilibrio del tutto. Per lei non è ideologia ma evidenza, qualcosa che il corpo conosce prima della mente.
Quando si rese conto, da adolescente, che non poteva restare nel branco per sempre, cercò il contatto con i Druidi di Velthar. Era stata osservata da loro per anni. Fu accolta nel Circolo senza forzature, libera di andare e tornare. Ha seguito la via dell'Irriducibile — il ruolo che le è sempre parso più naturale, per chi si sente parte integrante del Bosco.
Il Cammino verso Qir-Azel
DARACH'IN · IIINel Circolo di Velthar la sua opinione è rispettata: nessuno conosce il Bosco come lei, le sue zone, la distribuzione di animali e piante. È la principale alleata del Maestro del Circolo nel monitorare i segnali d'allarme del Bosco. Eppure le interazioni sociali del Circolo le pesano — le trova complesse e superflue — e tornare al branco resta un suo bisogno costante.
Un sogno profetico recente l'ha spinta a lasciare il Bosco per dirigersi a Qir-Azel, lungo la Strada Antica. Ha condiviso il sogno con il Maestro, che si è trovato d'accordo nel non considerarlo una coincidenza. Con malinconia ha lasciato l'unico luogo che abbia mai conosciuto.
Braska, e il Patto della Selva
DARACH'IN · VIIl primo giorno d'autunno del 150 D.C., Darach-Eib ebbe la stessa visione condivisa con gli altri tre eroi destinati a difendere Qir-Azel. Al Festival della Coda di Rondine respinse la razzia degli orchi insieme ai compagni, contribuì all'abbattimento del capoguerra Dorbak e delle tre macchine della Salvaguardia. Nei giorni successivi, durante la caccia al Cinghiale Crudele Mutato organizzata da Aldern Foxglove nella Foresta Strisciante, fu testimone di un altro fatto: il cinghiale aveva sterminato un puma peldifuoco prima dell'arrivo degli eroi — un compagno predatore della selva, lasciato esanime nella radura.
Dopo che gli eroi seppellirono il peldifuoco caduto, dal margine degli alberi emerse una seconda creatura: una puma dal manto nero ossidiana, attraversato da vene incandescenti che pulsavano come braci. Non aggredì. Si avvicinò a Darach-Eib e le trasmise, in immagini più che in parole, la corsa nel sottobosco, la furia della bestia, il rimpianto, e una promessa silente rivolta ai vendicatori. Il nome — Braska — passò nella mente di Darach-Eib senza essere pronunciato. La selva l'aveva riconosciuta come una dei suoi tramite quel patto, e da quel giorno Braska la segue alla distanza che la selva permette. Per il Circolo di Velthar, una druida che ha siglato un patto del genere ha appena cambiato di grado senza che nessuno se ne accorgesse.
"Il più forte vince. Una perdita singola pesa meno di molte. Ogni cosa, anche minima, regge il Bosco." — Darach-Eib, la Legge della Foresta
- ▲ Maestro del Circolo
- + Druidi di Velthar
- ▲ Branco di lupi del Bosco
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L'Albero che Non Doveva Esistere
VAH'RIN · IVah'rin sigillato
Vah'rin sigillato
Quel che Darach-Eib non sa
VAH'RIN · RINCronaca del narratore
Cronaca del narratore