VOL. I · CAPITOLO I CHIAVE: AMB-070-REG DOMINIO · LA SUPERFICIE FRATTURATA
Bosco di Velthar
Sotto il Respiro del Bosco
VELTH'AR · IA un giorno di cammino a nord-ovest di Qir-Azel, oltre le valli scavate dai detriti dei Precursori, si estende il Bosco di Velthar — una distesa di alberi antichissimi che sembra ignorare il trascorrere del tempo. Le sue radici affondano tra rovine sepolte e vene di cristalli conduttori esausti, ma invece di esserne corrotte le hanno assorbite, trasformandole in linfa e luce. Le cortecce pulsano di bagliori intermittenti, e i druidi sostengono che sia Marea Grigia incanalata e resa innocua dal respiro della foresta.
Il Bosco non è ostile a chi vi entra senza ascia, ma non è nemmeno neutro. Riconosce le persone. Gli animali si avvicinano a chi non porta intenzione di taglio; restano distanti da chi ha appena maneggiato lame. I sentieri cambiano, di anno in anno, di stagione in stagione, sempre in modo che nessuno li percorra due volte uguali. Chi cresce qui smette di considerarlo strano. Chi viene da fuori, dopo qualche giorno, comincia a parlare a voce bassa anche quando è solo.
Il Circolo del Respiro
VELTH'AR · IINelle profondità del Bosco si trova il Circolo del Respiro, un anfiteatro naturale di pietre muschiose disposte a spirale, attorno a una fenditura del terreno da cui emana un alito di calore costante. È qui che i druidi si riuniscono per mantenere l'equilibrio fra la Natura e il Mana, fra ciò che cresce e ciò che consuma. La fenditura non è stata mai misurata fino in fondo: chi ha provato a calarvi una corda ha riferito che la corda, dopo un certo punto, si è tagliata da sola.
Il Circolo si divide in tre vie. Gli Irriducibili praticano l'arte della simbiosi e del legame con le creature e la terra: vivono parte dell'anno fra gli animali, e parte fra gli uomini. I Radicanti studiano il Mana e le correnti vitali che attraversano il mondo, e leggono i flussi sotterranei come altri leggono i libri. I Silenti, infine, hanno scelto di fondere la propria essenza con quella del Bosco stesso, diventando parte di una coscienza diffusa che nessun nuovo iniziato osa interrogare di petto. Il Maestro del Circolo è l'unico interlocutore visibile con cui un pellegrino possa parlare.
Negare l'Albero, Servire il Bosco
VELTH'AR · IIIA differenza di altri culti della Superficie Fratturata, i druidi di Velthar non venerano il Grande Albero Rosso. Lo considerano una leggenda o, peggio, una falsità nata dal bisogno umano di incarnare l'incomprensibile. Molti di loro negano apertamente la sua esistenza, sostenendo che la vita non abbia bisogno di un cuore divino, ma solo di continuità e respiro. Per loro la Natura è un circuito chiuso e sacro, e il Mana ne è la corrente vitale: il suo canto primordiale.
Non traggono potere dalla devozione, ma dall'armonia: dal punto d'incontro tra carne, radice e Mana. Gli abitanti di Qir-Azel li guardano con un misto di rispetto e timore: li considerano talvolta dei reietti che hanno scelto l'isolamento, ma riconoscono che il Bosco di Velthar protegge la città dalle tempeste di Marea Grigia che, a volte, risalgono dalle pianure. Sanno che i membri del Circolo sono dotati di vero potere, e che quel potere non si compra né si forza.
"La Natura non ha bisogno di un cuore divino. Ha bisogno di continuità, e di respiro." — Maestro del Circolo, ai novizi del Bosco
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- ◇ Pannion
- ▲ Circolo del Respiro
- ▲ Maestro del Circolo
- + Gli Irriducibili
- + I Radicanti
- + I Silenti
- ▲ Circolo del Respiro
- + Cortecce pulsanti
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- + Branco di lupi del Bosco
L'Albero che Non Doveva Esistere
VAH'RIN · IVah'rin sigillato
Vah'rin sigillato
- ◉ Albero di Metallo Vivo