VOL. I · CAPITOLO I CHIAVE: AMB-140-MIT DOMINIO · LA SUPERFICIE FRATTURATA
Kael Dareth, la Lama Dirompente
Prima della Discesa
KAEL'AR · IDi Kael Dareth si ricordano la statura imponente, gli occhi color rame e il volto coperto da una cicatrice che gli tagliava la bocca fino alla guancia — come se un sorriso gli fosse stato inciso con la forza da qualcuno che voleva inchiodargli quell'espressione per sempre. Era un guerriero e un eremita: portava due lame forgiate con un acciaio dei Precursori, che emettevano un suono metallico — come un canto distorto — ogni volta che venivano estratte.
Le poche cronache superstiti che lo descrivono concordano sul suo carattere. Kael parlava come si brandisce una spada: solo quando era necessario recidere. Discese nel Labirinto di Darn-Morakh assieme ai suoi compagni con il solo scopo di aumentare la propria forza e migliorarsi come individuo — oltre che per amicizia e solidarietà verso il gruppo. Non cercava né conoscenza divina né potere mistico. Cercava un avversario all'altezza, e nel Labirinto pensava di averlo trovato.
Dopo il Rito
KAEL'AR · IIDopo il Rito di Ascensione, Kael tornò mutato. Le pupille erano diventate specchi di metallo liquido, mobili sotto la luce in modi che non corrispondevano al suo sguardo; la sua voce, dicono i pochi testimoni superstiti, faceva tremare le pietre quando si alzava al di sopra di un tono normale, e — se sostenuta abbastanza a lungo — poteva causare crepe e distruzione. Da allora ha parlato ancora meno di prima. Le sue rare frasi sono diventate, per chi lo conosceva, eventi minori di cui si conserva la data.
Si ritirò in solitudine quasi subito. La Confraternita del Velo lo cercò più volte per offrirgli un ruolo cerimoniale nella Cattedrale: rifiutò sempre, senza spiegazioni. Tornò a Qir-Azel solo per due occasioni note: la consegna ufficiale delle proprie lame alla custodia del Velo nel 134 D.C., e una visita non annunciata alla tomba del Quarto Disperso nel 142 D.C. — anche se la tomba, per ovvi motivi, era ed è vuota.
La Statua e il Silenzio
KAEL'AR · IIINel tempio della Confraternita del Velo, il ritratto di Kael Dareth è rappresentato con la bocca cucita da fili d'oro, simbolo di chi conosce la verità ma non può più parlarne. È una scelta iconografica della Madre del Velo, che ne approvò la realizzazione personalmente nel 137 D.C. Molti paladini della Confraternita lo venerano come patrono del sacrificio e del silenzio necessario. Le loro preghiere lo invocano prima di azioni che richiedono di tacere ciò che si è visto.
Si dice che Kael viva ancora, in qualche valle oltre i confini conosciuti della Superficie Fratturata. Si dice anche che non viva più da decenni e che l'iconografia ne abbia continuato la vita artificialmente. Non esistono testimonianze recenti credibili. La Confraternita non ha mai dichiarato pubblicamente né l'una né l'altra ipotesi. Padre Abstalar Zantus, alla domanda diretta in un sinodo del 148 D.C., ha risposto: «Non è il nostro compito stabilirlo. È il nostro compito ricordarne il silenzio».
"Parla come una lama che canta. Quando smette di cantare, qualcosa si è già rotto." — Compagno di discesa, frammento di lettera ritrovata nella Strada Antica
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- ▲ Rito di Ascensione · 130 D.C.
- + Selara Vyn
- + Eren Solmir
- ▲ Il Quarto Disperso
- + Pupille di metallo liquido
- ▲ Voce dirompente
- + Due lame precuriane
- ◇ Cicatrice della bocca
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- ◇ Affresco dei Tre Portatori
- ◇ Statua con bocca cucita d'oro
Le Imprese che Nessuno Ricorda
VAH'RIN · IVah'rin sigillato
Vah'rin sigillato
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