VOL. II · CAPITOLO II CHIAVE: TOB-376-VEL PNG · ATTIVO DALLA S° IV
Ezakien Tobyn
Il Cappellano e l'Angelo
TOB · IEzakien Tobyn fu cappellano della precedente Cattedrale del Velo per quasi vent'anni, e sotto la sua guida la fede del Grande Albero Rosso conobbe una delle sue stagioni più popolari nella città. Era un uomo di mezza età alla morte, paziente con i fedeli, severo con gli accoliti, sempre coperto dalle vesti cerimoniali bianche del sommo sacerdozio. Officiò il Rito delle Maschere del 130 D.C., e la sua frase ai congiunti del Quarto Disperso — «Pregate per qualcosa di diverso dal suo ritorno» — è rimasta tra i pochi detti pastorali che la città ricorda a memoria.
La parte di lui che la Confraternita non ha mai approfondito apertamente fu l'adozione di Nualia. La trovò molto piccola — non disse mai dove, non disse mai come — e la prese sotto la propria tutela, tenendola isolata dal mondo, chiamandola 'il mio angelo', coprendola dai colleghi del Velo. Quando il Santuario bruciò nel 145 D.C., Tobyn morì intrappolato tra le colonne. Nualia, secondo le cronache, morì con lui. La causa dell'incendio non fu mai chiarita: la Confraternita parlò di prova divina, molti sospettarono sabotaggio o corruzione di un Cristallo Conduttore. Le ceneri di Tobyn furono raccolte e sigillate in una cripta nel cimitero della città. Là sono rimaste fino al 150 D.C., quando qualcuno è venuto a recuperarle.
"Pregate per qualcosa di diverso dal suo ritorno." — Padre Tobyn, ai congiunti del Quarto Disperso (130 D.C.)
- ▲ Cappellano del Santuario
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- ▲ Incendio del Santuario (145 D.C.)
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- ◉ Cripta al cimitero