VOL. II · CAPITOLO II CHIAVE: SEV-305-ARM
Sevah Bevaniky
Aspetto e Portamento
SAV-SEV · ICoda di cavallo che le scende fino a metà schiena, cicatrice obliqua sulla guancia destra, mani ruvide ma sorprendentemente affilate nei movimenti. Veste in grembiule da fabbra anche fuori bottega, e si presenta in Casa dei Nodi con lo stesso grembiule sopra un panciotto pulito — un compromesso che fa storcere il naso a Titus Scarnetti, e che a Jasper Korvaski piace molto.
Amichevole, sicura di sé, pone domande dirette. Quando valuta un cliente, guarda prima le mani, poi gli occhi, poi le scarpe. È lesbica, attratta dai tipi guerrieri — non lo nasconde quando l'argomento sale a tavola, e lo evita quando non serve.
L'Unica Voce
SAV-SEV · IISevah è l'unica voce femminile nel consiglio interno della Gilda dei Mercanti, ed è rispettata perfino dagli Scarnetti per la qualità del suo lavoro. Rappresenta l'ala pragmatica e popolare: attenta a mantenere i prezzi accessibili, a tutelare gli artigiani indipendenti, a non far chiudere botteghe per via di dazi assurdi. La Confraternita del Velo la considera l'unico appoggio affidabile nella Gilda — e da questa stima Sevah trae una libertà di manovra che gli altri consiglieri non hanno.
La Bottega
SAV-SEV · IIIL'Armeria di Sevah è un solido edificio di legno a due piani. La fabbra non ha forgia: assembla, ricuce, incide — la parte grezza arriva da Das Korvut, e Sevah la finisce. Tra le mani le passano cotte di maglia, corazze di cuoio borchiato, archi compositi, balestre a ripetizione. Vende meno di quanto potrebbe per scelta personale: preferisce un cliente che torna a uno che paga il doppio. Per i clienti che non le piacciono ha sempre un'arma molto cara con cui occupare lo sguardo abbastanza a lungo perché se ne vadano da soli.
"Prima ti guardo. Poi ti vendo. Mai il contrario." — Sevah Bevaniky, ai clienti nuovi
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