VOL. VI · CAPITOLO I CHIAVE: CRO-602-SES CONCLUSA
Il Capoguerra e le Macchine
Le Ferite della Piazza
KORITH'SEC · IPadre Zantus, il sommo sacerdote della Cattedrale del Velo, esce in piazza con due novizi al seguito e si mette al lavoro come uno qualunque dei guaritori della Confraternita: lega ferite, recita sui colpi più profondi, indica i casi gravi agli accoliti senza alzare la voce. Cura anche il gruppo, senza fare distinzioni.
Il Cane che Abbaia
KORITH'SEC · IINel frattempo lo scontro prosegue nella piazza devastata. Tra il clangore delle armi, i personaggi odono grida disperate e l'abbaiare furioso di un cane. Seguendo i suoni, trovano un cane che tenta di proteggere il proprio padrone: un uomo ben vestito, evidentemente di alto rango. Ad attaccarlo c'è un orco massiccio, in sella a un cinghiale da guerra mutato dalla Marea Grigia, un abominio irrequieto e innaturale.
Le Macchine che Non Dovrebbero Uscire
KORITH'SEC · IIIBen presto la situazione peggiora: il capoguerra viene affiancato da alcuni Sorvegliatori della Salvaguardia, macchine biomeccaniche inquietanti che Veridia conosce bene in quanto Raschiatrice. Sono costrutti che dovrebbero restare confinati nelle Rovine dei Precursori — soprattutto a Darn-Morakh — e la loro apparizione in città è ancora più inspiegabile dell'attacco degli orchi.
Lo scontro è lungo, e ogni colpo conta. Quando Dorbak cade — il cinghiale che gli si affloscia sotto in un sibilo di vapore — i tre Sorvegliatori restano fermi un istante, come se aspettassero un ordine che non arriverà. Poi cadono anche loro, uno dopo l'altro. Sulla piazza resta il silenzio che si fa solo dopo certe cose.
"Quelle macchine non dovrebbero essere qui. Restano nelle Rovine, restano a Darn-Morakh. Non escono." — Veridia (Fiamma), in piazza
- ▲ Padre Zantus
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