VOL. I · CAPITOLO I CHIAVE: AMB-235-EVT
L'Eclisse di Sangue
Tre Giorni di Cielo Rosso
SANG · INel 133 D.C., una mattina d'inizio inverno, il cielo sopra la Superficie Fratturata si tinse di rosso. Non fu un tramonto: fu un colore continuo, omogeneo, che durò per tre giorni interi senza variazioni di tonalità. Nello stesso momento — non a Qir-Azel soltanto, ma in tutti i villaggi del circondario fino al Bosco di Velthar — i Cristalli Conduttori si spensero simultaneamente. Per la prima volta dalla Fondazione, la città non poteva produrre luce.
Il Mana divenne quasi impossibile da manipolare. Gli incantatori più anziani, alla prima ora dell'eclisse, raccontarono di aver "perso il filo": le formule rituali restavano sulla pagina ma non rispondevano. Nei pozzi della Cicatrice la Marea Grigia cominciò a salire, e nei tre giorni dell'Eclisse arrivò ai confini della Città Bassa — più in alto di quanto fosse mai arrivata.
La Fede che Sale
SANG · IIQuando la luce tornò, al quarto giorno, la città era cambiata. Padre Abstalar Zantus tenne sermone dalla scalinata della Cattedrale a una folla che riempiva i Quartieri Alti fino alla Casa dei Nodi. Dichiarò l'Eclisse di Sangue una prova divina, e indicò il Grande Albero Rosso — fino a quel momento venerato da una minoranza — come l'unica forza capace di aver protetto la città dal collasso totale del Mana. Da quel sermone in poi, il culto dell'Albero divenne la fede dominante di Qir-Azel.
La Confraternita del Velo accolse il cambiamento. Azelra non si pronunciò mai pubblicamente sull'evento, ma Padre Zantus parlò abbastanza per entrambi: la fede dell'Albero non era nuova — era stata custodita silenziosamente dalla Confraternita fin dai primi anni — e l'Eclisse di Sangue ne aveva soltanto rivelato la necessità. Nei dieci anni successivi vennero costruiti i Giardini della Linfa, le statue dell'Albero comparvero in ogni piazza, e i bambini nati dopo il 133 vennero chiamati "Figli della Luce Tornata".
Quel che Resta Spento
SANG · IIINon tutti i Cristalli Conduttori si riaccesero al quarto giorno. Una manciata — quelli più antichi, quelli mai catalogati con sicurezza — restò spenta. Alcuni sono ancora oggi nella Biblioteca di Qir-Azel, conservati in vetrine chiuse, e i pellegrini più devoti ci passano davanti in silenzio sostenendo di "sentirli pensare". E la Marea Grigia non tornò mai al livello precedente: si stabilizzò qualche metro più in alto, e di lì in poi continuò a salire al ritmo che i cronisti del Velo avevano cominciato a misurare dopo il Rito delle Maschere.
"Per tre giorni pregammo senza luce. Quando la luce tornò, non era più la stessa luce." — Padre Abstalar Zantus, sermone del quarto giorno, 133 D.C.
- ▲ Rito delle Maschere
- + Notte dei Sussurri
- +
- ▲ Cristalli Conduttori spenti
- ▲ Marea Grigia ai confini della Città Bassa
- ▲ Culto del Grande Albero Rosso
Quel che la Confraternita ha riscritto
VAH'RIN · ICronaca del narratore
Cronaca del narratore
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