VOL. I · CAPITOLO I CHIAVE: AMB-240-EVT
Scissione del Culto dell'Antico
L'Incendio e la Domanda
SCISS'IO · INel 145 D.C. il Santuario del Grande Albero Rosso nei Quartieri Alti di Qir-Azel fu distrutto da un incendio le cui cause non sono mai state ufficialmente accertate. Le indagini condotte dalla guardia cittadina, all'epoca diretta dal capitano Casp Avertin, restano incomplete. Il dragonide Vraal, che ne era guardiano e che testimoniò ufficialmente l'evento, ha sempre affermato che i sacerdoti più anziani furono i primi a fuggire, lasciando indietro i rifugiati che si erano fidati di loro. È da questo dettaglio, più che dall'incendio in sé, che nasce la scissione.
Pochi mesi dopo, in alcune province ai margini della Superficie Fratturata, cominciò a circolare un sermone non firmato che proponeva una lettura diversa del Grande Albero. Il testo non negava l'esistenza dell'Albero, operazione che il Circolo di Velthar aveva già tentato cinque anni prima senza successo dottrinale, ma sosteneva che l'Albero non fosse un dio nel senso religioso. Era invece un testimone, un essere antico che univa radici, spirito e struttura: la coscienza e la memoria viva del mondo che fu. La differenza, in apparenza filosofica, era pratica: un dio si adora, un testimone si interroga.
Le Sacre Scritture dell'Antico
SCISS'IO · IINei tre anni successivi alla pubblicazione del primo sermone, i seguaci dell'Antico raccolsero un corpus testuale che venne chiamato, in modo provocatorio, Sacre Scritture dell'Antico. Le Scritture rifiutavano la liturgia tradizionale: niente preghiere di lode, niente sacrifici simbolici, niente foglie cadute conservate come reliquie. Al loro posto: riti di osservazione, viaggi simbolici nelle Rovine vicine, ascolto silenzioso delle correnti di Mana sotterranee. Il modello rituale assomigliava più al Circolo di Velthar che alla Confraternita del Velo, e manteneva l'Albero al proprio centro senza negarlo.
Il clero ufficiale della Confraternita dichiarò il movimento sovversivo nel 147 D.C. e ne vietò la pratica nei luoghi pubblici di Qir-Azel. I predicatori dell'Antico furono espulsi dai Quartieri Alti, ma non perseguitati nella Città Bassa, dove la presenza dello sceriffo Belor Hemlock, successore di Casp Avertin dopo l'omicidio del 145, garantiva una forma di tolleranza laica. Il movimento ha continuato a crescere. Padre Abstalar Zantus, in privato, ne è preoccupato; in pubblico, si limita a richiamare i fedeli alla dottrina ortodossa senza nominare l'Antico per nome.
"Non lo neghiamo, lo guardiamo meglio. Da queste parti anche solo guardare meglio è eresia." — Primo predicatore dell'Antico, sermone non firmato, 145 D.C.
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- ▲ Incendio del Santuario del Grande Albero
- ▲ Confraternita del Velo (ufficiale)
- ▲ Culto dell'Antico (eretico)
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- + Province ai margini
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